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- la Pittura

la Pittura

 

Proprio negli anni 1920 e non prima, quando stili come l'Accademismo e lo stile Liberty erano gia diffusi nell'arte bulgara, gli artisti sentirono la necessità non solo di copiare gli stili dal centro di Europa, ma di dare un nuovo contributo loro stessi all'arte europea. In quel decennio per la prima volta, l'ambiente artistico in Bulgaria sentì il bisogno di andare di pari passo con gli successi dell'arte occidentale.

Le prime voci contro l'Accademismo realistico ed impressionista si levavano dalla generazione di artisti e critici che aveva studiato all'estero e che voleva sviluppare idee ed impressione maturate nel loro paese.
I due fattori, la formazione degli artisti all'estero e la ricerca di un contributo bulgaro al mondo artistico dell'Europa, si incontrano proprio negli anni 1920.
Gli artisti e i critici d'arte bulgari cercavano di creare un'arte che nella sua essenza fosse bulgara e potesse nello stesso tempo contribuire al contesto internazionale dell'arte moderna. Gli artisti modernisti e critici d'arte della rivista bulgara „Vezni“ erano dell'idea, che tutta l'arte avesse la sua origine nell'anima dell'artista. Queste opinioni dei critici aiutavano i giovani pittori come Ivan Milev, che cercavano nuovi mezzi d'espressione artistica per contenuti astratti che giustamente non potevano essere mostrati in rappresentazioni realistiche o naturalistiche.

Anche se i critici d'arte bulgari si opponevano al prevalente l'Accademismo e al concetto dominante dell'arte che representava, erano ben consapevoli della situazione reale nella quale si trovava l'arte bulgara dopo cinquecento anni di oppressione turca. Di seguito le loro richieste di rompere con i vecchi concetti e di creare arte moderna non si rivolgevano prevalentemente alla forma quanto al contenuto e all'atteggiamento che l'artista aveva verso l'arte.
I pittori più anziani e nel loro concetto d'arte più tradizionali, prendevano in considerazione l'idea di creare uno stile bulgaro mostrando la patria, le scene quotidiane e le tradizioni del popolo in opere di stile realista. I pittori moderni invece usavano il motivo della patria per una discussione sull'anima e una ricerca dei momenti antichi del popolo bulgaro.
L'importanza socio-politica per la Bulgaria, di rinforzare la sua autostima nazionale si mescolo con questo contesto artistico. In Bulgaria come per il resto dell'Europa, per la situazione critica di poverta e per le dimostrazioni violente, intellettuali ed artisti avevano la possibilità per la prima di volta di conoscere il loro popolo da vicino. Gli artisti incomminciarono ad interessarsi all'arte popolare.

Lo stile Liberty ebbe un ruolo particolare nella rottura con l'Accademismo e la ricerca di nuove soluzioni artistiche tra i giovani pittori bulgari. Questo stile, in se per se eclettico, era molto vicino al concetto d'arte che prevaleva allora nella società bulgara; per il tramite dei suoi tratti stilistici assicurava il pubblico della vicinanza al centro artistico europeo. Per gli artisti invece questo stile offriva l'opportunità di sperimentare artisticamente senza essere obbligati a seguire una teoria artistica particolare. Gli artisti combinarono in maniera eclettica gli elementi dello stile Liberty con quelli dell'arte popolare e della icona ortodossa, riferendosi cosi al patrimonio culturale e spirituale bulgaro, rinforzando l'autostima della nazione.

La produzione artistica e critica degli anni 1920 in Bulgaria giustifica il parlare di arte moderna. Un piccolo potenziale artistico ed intellettuale si incontro e utilizzo la possibilità di creare qualcosa di nuovo. Purtroppo questo momento del modernismo bulgaro e durato solo sei anni, durante i quali i pittori giovani formavano una opposizione all'arte tradizionale, ma non è bastato il tempo per avvicinare degli ammiratori dell'arte ad un nuovo concetto di essa. Anche se solo per poco, il modernismo bulgaro è stato fondamentale per avviare la discussione sull'arte moderna in Bulgaria e in seguito per portare l'arte bulgara ad un livello pittorico.

(fonte: http://www.picture-communications.com)

 
 
IVAN DIMITROV

Nasce a Dupniza in Bulgaria il 7 ottobre 1958. Sin dalla prima infanzia rivela un particolare talento per il disegno e la scultura. Spirito inquieto e singolare lascia presto la sua terra d'origine per approdare in Italia, culla dell'arte, crocevia che, da sempre, salda le grandi civiltà d'oriente ed occidente. Negli anni '70 arricchisce e completa la sua formazione di artista nelle città di Venezia, Firenze, Milano, Roma dove studia e avvicina le opere dei grandi Maestri che hanno fatto la storia. Sceglie Bologna, piccola città densa di fermenti e sollecitazioni culturali come sede abituale di lavoro, anche se la sua inquieta personalità ed il suo genio creativo lo portano presto nelle grandi capitali europee per una serie di ulteriori approfondimenti e frequentazioni. E' del 1982 la prima importante "personale" dove ottiene un folgorante successo. A questa iniziale apparizione seguono negli anni '90 performances di richiamo nazionale ed internazionale che lo vedono presentare nelle sedi più prestigiose della "sua" Bologna cicli di opere monumentali poi raccolte in una serie di preziosi volumi che fanno il giro del mondo. Nelle storiche sale di: -Palazzo Re Enzo nel 1993 e 1996 -Palazzo Isolani nel 1994 e 1995 -e nel complesso Museale del Baraccano nel 1998 e 1999 oltre 300.000 visitatori rendono omaggio alla sua arte e alla sua creatività. Ogni apparizione pubblica diviene da allora una officina della emozione dove il Maestro accende e accelera la fantasia popolare in un planetario di echi, rivisitazioni, ricordi, emozioni che lasciano tracce indelebili in chi lo incontra. La grande attenzione del pubblico e della critica polarizzano presto anche l'interesse dei grandi mezzi di comunicazione di massa. Giornali, televisione, riviste specializzate pubblicano e presentano Ivan Dimitrov come l'artista che ripristina il concetto di modernità e di attualità del fare arte senza ricorrere a sotterfugi estetici, ad incomprensibili mimetizzazioni, all'insulto provocatorio, alla fredda e tecnologica immagine multimediale. Personaggio eclettico, introverso, imprevedibile Ivan Dimitrov è un autentico vulcano di idee che programma e sintetizza nella esecuzione di eventi artistici e mostre di assoluta modernità e novità culturale in cui gli spettatori divengono protagonisti assoluti e non subiscono ma vivono l'opera d'arte come rappresentazione. Attualmente, dopo aver curato l'uscita del terzo volume monografico dedicato ai suoi ultimi lavori (sculture in bronzo e incisioni in acquaforte), sta realizzando, nei suoi studi di Bologna e Milano, una nuova serie di bassorilievi in terracotta su Bologna. Le sue opere sono esposte in permanenza presso la galleria d'arte "Studio Santo Stefano" di Bologna.

IVAN JAKHNAGIEV

 
Ivan Jakhnagiev nasce il 31 marzo 1948 a Sofia, Bulgaria. Dipinge da oltre 35 anni confermandosi attualmente uno dei maggiori artisti contemporanei bulgari.
Frequente la contaminazione della pittura con interventi sul territorio e performance di grosso impatto comunicativo. Ha introdotto la body-art in Bulgaria. Ha al suo attivo più di 100 mostre personali in spazi privati e pubblici in Bulgaria e all’estero.
Le sue opere sono proprietà dei maggiori Musei di Arte Contemporanea europei.
Nel 2004 in occasione del suo compleanno la Presidenza del Parlamento della Repubblica gli dedica una esposizione retrospettiva all’interno delle sale del Parlamento di Bulgaria.
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ALEXANDER JAKHNAGIEV
figlio di Ivan, è nato a Sofia nel 1978. Fin da giovanissimo frequenta il noto studio del padre e nel 1996 espone per la prima volta a Berlino.
Insieme al padre in pochi anni arricchisce il suo curriculum con piu' di venti mostre, esponendo a Sofia, Salonicco, Francoforte, Szamotuly, Perugina, Modena, Parma e Roma. Lartista usa la tecnica dei pastelli ad olio, cere, inchiostri e acquarelli, dipinge su carta, tela e buste postali. I suoi quadri sono dominati dal conflitto tra pittore e pubblico, tra segno e colore, tra calma ed aggressione.
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(fonte: artfaq.it)
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ALZEK MISHEFF
 
(Dupniza, Bulgaria 8 novembre 1940) è un artista bulgaro, oggi cittadino italiano. Laureatosi in pittura nel 1966 a Sofia presso l'Accademia di Belle Arti, nel 1971 fugge dal paese natio ed arriva a piedi in Italia, vivendo e lavorando a Milano. Conosciuto nell'ambiente artistico internazionale per il progetto "Swimming Across The Atlantic", eseguito nella piscina del transatlantico Queen Elizabeth 2 nel 1982, in viaggio sulla rotta tra Londra e New York. Nel libro "Europa-America - The different avant-gardes" edito da Franco Maria Ricci nel 1976, Achille Bonito Oliva lo inserisce tra i trenta artisti più rappresentativi d'Europa. Tra le sue performance più significative spicca sicuramente "Musica del cielo", concerto-installazione del 1979 nella Piazza del Duomo di Milano. Replica nello stesso anno anche al Mills College di San Francisco e alla Irvine University (nei pressi di Los Angeles). È stato invitato alla Biennale di Venezia del 2000, dove ha realizzato "Proliferante verità del sentimento": immerso in un cilindro trasparente pieno d'acqua ha suonato con Lightning II (un controller ad infrarossi) e ha diretto il quintetto "The Swimmers" (Maurizio Barbetti alla viola, Rocco Parisi al clarinetto e basso, Riccardo Sinigaglia al pianoforte, Maurizio Deho al violino). Nel maggio del 2005 al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano dirige il "Concerto per violino Stradivari, pianoforte Disklavier e quartetto di violini telefonini" con il violinista Eugene Sarbu, vincitore del premio Paganini.

(fonte: Wikipedia)

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